Nella scuola italiana le aule non sono
affidate all'insegnante di una disciplina, ma ad una classe di
studenti. Fra un'ora di lezione e l'altra, non sono gli studenti
che si trasferiscono da un locale all'altro, ma gli insegnanti.
Così non esiste un responsabile preciso dell'aula e delle sue
condizioni. Nessuno dei geni che sono stati responsabili politici
della Pubblica Istruzione, nessuno dei funzionari del Ministero,
quasi nessuno dei dirigenti hanno pensato ad una scelta di buon
senso: lasciare 5 minuti di tempo fra un periodo di lezione e
l'altro, per dare tempo all'insegnante di trasferirsi da un'aula
all'altra.
Queste aule di solito sono dei cubi o
dei parallelepipedi, dove gli studenti sono stipati come sardine in
scatola.
L'acustica è pessima. Solo una
settimana fa, eravamo in 8 persone (4 insegnanti e 4 genitori) in
un'aula e ho visto la faccia del genitore con cui stavo parlando
cambiare d'espressione perchè era difficilissimo sentirci, anche se
eravamo faccia a faccia. Ed eravamo solo in 8 e tutti parlavamo
facendo abbastanza attenzione al tono di voce. Mi ha chiesto
meravigliato e sorpreso: "E voi lavorate ogni giorno in questa
situazione con 25-30 ragazzi?"
Mettete insieme queste tre
caratteristiche (assenza di un responsabile preciso delle aule, uno
spazio insufficiente, un'acustica pessima) ed avrette una
situazione esplosiva dal punto di vista della disciplina. Specie
con 14cenni e 15enni.
In queste scatole a forma di cubo o di
parallepipedo, gli studenti sono di solito disposti in tre file di
fronte alla cattedra.
Giusto nella disposizione in cui dovrebbero essere
se i giornali fossero pieni di "offerte di lavoro per impiegati 1)
capaci di stare seduti in fila ad ascoltare il capo che parla? 2)
confusi, capaci di stare seduti a far niente fino a quando il capo
viene in loro soccorso", per dirla con le parole di Norm Green.
Cosa che però non si verifica di solito, perchè altre sono le
abilità e le caratteristiche richieste sul posto di lavoro: per lo
più, analizzare problemi ed impostare in collaborazione con altri
la loro soluzione. Nelle due foto seguenti, si vive un momento
straordinario di ordine perchè gli studenti sono impegnati in
un'attività di lettura individuale.


Per l'insegnante è di fatto
impossibile muovertsi agevolmente e raggiungere in fretta un punto
qualsiasi dell'aula. In altri termini, l'insegnante non ha un
controllo totale dello spazio. Come eidenziano queste
foto.

Anzi, specialmente se i banchi sono di forma
quadrata (cm 69xcm 69 nelle aule dove lavoro), le anche sono a
rischio ed è meglio consigliare ad un insegnante che voglia
lavorare in cooperative learning di fare una buona assicurazione
che copra le gambe e i fianchi.
In questa situazione, lavorare in
cooperative learning è sempre un 'impresa. E' piuttosto semplice
lavorare in coppia con il compagno di spalla
, ma la situazione si complica se si chiede di
passare a lavorare con i compagni di fila. E diventa veramente
difficile per attività come il jigsaw o 1 a casa e 3 in viaggio.
Con i banchi quadrati, diventa difficilissimo accantonare da
qualche parte in modo ordinato i tavoli che non servono, anche
perchè al cambio d'ora bisogna riconsegnare l'aula nell'ordine
ottimale per la lezione frontale. Come si vede nelle due foto
seguenti, passare da un gruppo all'altro per l'insegnante può
risultare se non difficile, almeno problematico senza provocare un
po' di rumeore e un po' di scompiglio.

Quando si riesce a lavorare in gruppo,
come accade nelel foto seguenti con studenti adulti impegnati in un
minijgsaw concluso con un placemat, sembra sempre una specie di
miracolo e di conquista. E qualche volta si verifica, come in
questo caso, perchè ci sono molti assenti.
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